Fashion

Croce e delizia: l’animalier

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Ormai possiamo definirlo un classico, anche se di classico non ha nulla: parliamo del maculato, pitonato, leopardato, insomma della stampa animalier, croce e delizia dei fashionisti.

L’origine e l’utilizzo della stampa jungle è antichissima e risale alla preistoria, quando per necessità ci si copriva il corpo con le pelli degli animali uccisi, specie dei felini che, si credeva, trasferissero a chi le indossava la forza dell’animale ucciso. I sacerdoti e i faraoni egizi, poi, si vestivano con pelli di leopardo per accrescere la loro spiritualità ed entrare in contatto con gli dei. Ma anche nell’antica Grecia si faceva molto uso della stampa maculata, definita con il termine “zoote”, traducibile come stampa di matrice animale. Da quel momento, l’utilizzo delle pelli di animali esotici entrò a tutto titolo nella storia del costume, ma sempre con tratti legati alla spiritualità e all’esoterismo.

L’ingresso ufficiale nel mondo della moda risale a soli settant’anni fa, quando cioè Christian Dior portò in passerella la prima collezione di capi animalier, nel 1947; fu ispirato dalla sua musa, Mitzah Bricard, (donna elegantissima e fascinosa la cui figura è avvolta nel mistero),che spesso indossava accessori leopardati.

Mitzah Bricard per Dior

Da allora questa stampa, riservata fino a quel momento alle pin-up e ad un’immagine di donna sensuale e peccaminosa, fu definitivamente sdoganata ed entrò a pieno titolo nei guardaroba delle donne più eleganti del mondo. Niente di provocante e osè, però; il maculato degli anni 50 aveva un’allure di seduzione esotica ma non perdeva in eleganza. Divenne trasgressivo solo negli anni 70 e 80, quando se ne innamorarono le star del pop-rock, e i nascenti stilisti iniziarono ad utilizzarla a piene mani nelle loro creazioni, primo tra tutti Roberto Cavalli, che fece dell’animalier il suo elemento distintivo; ma anche Krizia, Valentino, Versace, Alaia, Blumarine e Dolce&Gabbana hanno trasformato il maculato in oggetto del desiderio.

Gisele Bundchen nella campagna pubblicitaria per i 40 anni del brand Roberto Cavalli, 2010

Anche sulle passerelle di questo autunno/inverno ovviamente non poteva mancare, declinata soprattutto in tigrato e zebrato, dallo sportivo all’elegante, dal cappotto alla lingerie,come un must irrinunciabile.

Max Mara FW 2019-20
Bottega Venete FW 2019-20
Ermanno Scervino FW 2019-20

Da utilizzare con attenzione, però: il cattivo gusto è sempre in agguato. Se sulle passerelle l’eccesso è accettato e, anzi, auspicato, nella vita di tutti i giorni è facile passare dall’eleganza alla volgarità se non si utilizzano dosi generose di gusto e misura. Perciò, come regola generale, mai total look con stampe animalier; un solo capo o un accessorio importante saranno sufficienti a regalare il tocco jungle. E mai abbinare un trucco aggressivo, neanche di sera; il rischio volgarità è sempre in agguato.
“Less is more”. In questo caso, una necessità.

Via con il jungle, allora, e buon divertimento!


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