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Dress code: le regole per essere sempre al meglio a 50 anni e oltre

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Quante volte ci è capitato di soffermarci dubbiose davanti all’armadio aperto, senza sapere quale abito scegliere? Sappiamo che esiste il “dress code” perché è un termine che sentiamo spesso, ma ne conosciamo davvero l’origine e le regole?

Intanto precisiamo subito che il dress code non è qualcosa di moderno: in qualsiasi contesto culturale o sociale in cui l’uomo si sia mosso, nella sua storia sono esistite regole scritte e non scritte che in qualche modo dovevano e devono essere rispettate. Regole sul comportamento, sul modo di porsi, persino sulla mimica o sul linguaggio da utilizzare. Regole che dipendono dalle circostanze e regole che variano fra diverse nazioni, tradizioni, persino in base ai momenti della giornata in cui ci si muove. In realtà, ogni nostra scelta “visibile” è di fatto un codice, un modo di comunicare qualcosa con un suo significato. Non si sottrae a questa regola l’abbigliamento: tutto questo è dress code, quell’ insieme di norme più o meno condivise in un ben determinato ambito – culturale, sociale, lavorativo o pubblico – che codificano i “messaggi” che una persona intende trasmettere attraverso gli abiti che indossa. Lungo la storia, un certo modo di vestirsi voleva significare l’appartenenza ad un gruppo, ostentare uno status sociale o affermare un propria carica dignitaria. E quando entriamo in alcuni luoghi particolari determinate regole di comportamento ci sono imposte relativamente all’abbigliamento da utilizzare. In alcuni casi si parla addirittura di undress code: ad esempio quando in piscina è vietato l’ingresso con le scarpe o nella sauna è impossibile accedere con i propri vestiti. Insomma, siamo inconsapevolmente circondati da dress code di ogni tipo.

Ma se è vero che seguire il dress code è importante ad ogni età, diventa essenziale dopo i 50 anni, per non incappare in cadute di stile.
Quali sono dunque le regole per ogni occasione?

BUSINESS CLOTHING (UFFICIO)

Soprattutto quando il corpo comincia a cambiare, dopo la menopausa, l’aspetto deve essere sempre curato e non trasandato: mai abbassare la guardia. Ricordatevi sempre le parole di Coco Chanel in proposito: “Bisogna sempre essere eleganti, ogni giorno il destino potrebbe aspettarvi all’angolo”. Il destino potrebbe essere in questo caso una convocazione del capo per un aumento (nell’ipotesi migliore) o più probabilmente una riunione o una visita improvvisa, in cui sarà utile quanto meno non dare nell’occhio per un abbigliamento poco adatto alla situazione.

  • Trucco e capelli: meglio una seduta in più dal parrucchiere per una sistemata piuttosto che aggirarsi per l’ufficio con la ricrescita bianca in vista o un colore sbiadito e improbabile. Quanto al make up, uscire di casa senza avere operato qualche intervento migliorativo sul viso è come per un uomo andare al lavoro senza essersi fatti la barba: l’effetto sciatto è assicurato. Il trucco sarà ovviamente il più possibile naturale e luminoso, senza concessioni a colori shocking
  • No al sexy: l’ufficio non è certo il luogo dove scatenare il proprio sex appeal: al bando reggiseni push up, scollature vertiginose, paillettes, gioielli vistosi, sandali e tacco 12. Che comunque vanno dosati sempre!
  • Sono vietati: il reggiseno bianco o nero sotto la camicia bianca, (dev’essere color carne!), i jeans a vita bassa, i tessuti iridescenti, abiti, camicie e pantaloni strizzati.
  • I must del dress code da ufficio: una camicia bianca con sotto un reggiseno invisibile color nude, un blazer, un tailleur, una gonna nera al ginocchio, un paio di pantaloni neri a sigaretta, un cardigan in cachemire, una borsa capiente che possa ospitare tutti i vostri preziosi documenti, un paio di scarpe comode con tacco medio-
  • I colori per non sbagliare: bianco, beige, nero, grigio, blu, rooso bordeaux. I collant in molti uffici sono obbligatori, anche d’estate: neri e coprenti o velati per le occasioni più formali, dovranno sempre essere più chiari delle scarpe o nude su nude e nero su nero. Concessione al colore nella camicia, negli accessori o in un (unico) gioiello.
  • Il consiglio in più: La mattina avete il panico del “cosa mi metto oggi”? Infilatevi un abito intero, ad esempio un tubino nero e potrete stare tranquille. Se poi la sera avete un appuntamento al ristorante, tenete nel cassetto una pochette, delle scarpe col tacco alto e un paio di orecchini da indossare prima di uscire.
  • Su queste regole base, una precisazione: che la sobrietà sia d’obbligo è scontato, lo abbiamo detto; ma che sia una sobrietà calibrata sulla personalità. Sobrietà non deve necessariamente significare austerità, grigiore, anonimato. Anzi, può e deve essere lo strumento per far risaltare la propria personalità con l’uso mirato del colore e dell’accessorio. Basta poco: ok al tailleur grigio, ma con l’aggiunta di una camicia fucsia, bluette, smeraldo. Oppure un solo bijou, ma che ci rappresenti totalmente, un bracciale, una collana, un paio di orecchini eccentrici o un orologio. Qualcosa che comunichi il nostro io, nella maniera più immediata possibile. Splendido esempio di business clothing over 50 ci è dato da Christine Lagarde, ministra francese

TEMPO LIBERO (CASUAL STYLE)

Il “casual” è per definizione un non-dress code, ovvero indica che non ci sono precise regole formali da seguire; pantaloni sportivi con camicia con maniche arrotolate o pull sono la base. Massima libertà’ quindi e va benissimo anche uno stile etnico anche se magari non troppo appariscente.

COCKTAIL, APERITIVO O HAPPY HOUR

Se l’appuntamento è un cocktail, un aperitivo o un tipico “happy hour” in ambiente elegante, tradizionalmente si prevede un vestito elegante appena sopra il ginocchio o longuette e, in alternativa, uno spezzato con gonna o pantaloni eleganti abbinato ad un camicia o un top. Non esistono vincoli particolari sui colori. Qui la sciccosissima Franca Sozzani

SERATA DI GALA

In ambienti legati all’alta società, la serata di gran gala richiede, dopo le 5 della sera abito da cocktail, mai sopra il ginocchio, abito lungo da sera. Da evitare assolutamente gioielli o accessori troppo vistosi. Esempio di eleganza over 60? La splendida Helen Mirren

Vediamo le varie occasioni nello specifico.

Abito scuro/cocktail dress: e’ richiesto per una occasione semi formale, una cena importante, una festa in famiglia con tanti ospiti: è adatto un abito elegante, non necessariamente scuro, oppure un classico tailleur.
Cravatta bianca/white tie: si trova raramente sugli inviti moderni ed è sicuramente il più formale degli inviti. Si tratta infatti di eventi importanti, ufficiali, cene in ambasciate, cene di Stato, incoronazioni di regnanti. Una delle occasioni mondane più note nella quale viene indicato questo dress code è la cerimonia di consegna dei Nobel. Indispensabile l’abito lungo da gran sera, guanti che saranno più lunghi tanto è più corta la manica, scarpe con tacco alto e naturalmente gioielli importanti e clutch gioiello.
Cravatta nera/black tie: identifica lo smoking, nel colore tradizionale nero o blu scuro con papillon nero di seta o di raso. Anche in questo caso abito lungo da sera o abito da coctkail (di lunghezza mai sopra il ginocchio).
Creative black tie/ovvero cravatta nera rivisitata: è indicato in occasione di eventi eleganti, ma semi formali. Questo dress cose permette un po’ di libertà; saranno adatti l’abito lungo o corto, anche colorato, il completo da sera spezzato, arricchito di pizzi o ricami, o in alternativa un tubino nero arricchito di accessori originali.
Casual: ovvero stile informale, per cene o feste aziendali o un aperitivo a casa di amici. Non ci sono particolari regole da seguire, tuttavia è sempre indicato un abito sportivo e scarpe basse, o una classica camicia bianca con jeans, o ancora adottare uno stile etnico. Da evitare: gioielli importanti e tacchi a spillo.
Dressy casual o A5c (after five casual): indicazione di ultima generazione, per eventi che iniziano dopo le 5, è la via di mezzo fra l’abito da cocktail ed un abbigliamento ricercato ma informale: abito elegante, anche due pezzi, con un top o una blusa, o completo gonna o pantalone.
Business traditional: generalmente usato per incontri d’affari, richiede, prima delle 18, abito o completo elegante da giorno, dopo le 18 abito da cocktail, tailleur da sera di velluto o broccato in tinta elegante d’inverno o di seta lucida d’estate.


Infine, il matrimonio. Ovvia distinzione va fatta tra matrimonio di mattina o di sera, i look dovranno essere scelti non solo in base all’ora e alla stagione, ma anche allo stile della cerimonia e alla location.

MATRIMONIO DI MATTINA

Per una cerimonia al mattino, i colori ideali sono quelli pastello: celeste, cipria, carta da zucchero, verde salvia, malva, grigio polvere. Un’alternativa è il blu, in tutte le tonalità.

Se il matrimonio non è particolarmente formale, al mattino si può scegliere anche una fantasia, discreta ed elegante, magari un floreale bon ton.

Se la cerimonia è al mare o in campagna un’ottima scelta può essere il pizzo in cotone, su base cotone, lino o viscosa, dal look fresco e romantico, senza troppe trasparenze.

Sia sull’abito intero che sulla gonna, l’attenzione va posta sulla lunghezza: l’ideale è che copra il ginocchio o,se le gambe lo permettono, appena sopra.

Se non si intendono scoprire le gambe, anche un bel completo top e pantalone, con giacca o stola, può essere indicato, a patto che non sia troppo sportivo sia nelle linee che nei tessuti (evitare cotoni e denim) e che non sia un completo da ufficio.

Infine, gli accessori: la borsa deve essere da giorno ma elegante, di dimensione media (no alle shopping bag), le scarpe possibilmente chiuse (una bella decolletè anche con un tacco particolare va benissimo) o un sandalo non gioiello. Infine il cappello, indicatissimo nei matrimoni di giorno ma mai di sera: qualunque modello va bene, a parte i cappelli di paglia stile mare e i colori troppo vivaci.

Una menzione particolare sulle calze: mentre la sposa dovrebbe indossarle sempre, meno che se il matrimonio è al mare, per le invitate dipende dal tono della cerimonia: se molto formale ed elegante vanno indossate (leggerissime, in nero o nudo) se la cerimonia è più informale si possono evitare. Unico divieto: i collant 20 denari color visone o daino, che fanno tanto nonna!


MATRIMONIO DI SERA

Per la sera meglio evitare abiti da cerimonia corti, che potrebbero essere presi in considerazione soltanto se richiesto dallo stile delle nozze. Gli abiti lunghi da cerimonia, o lunghezza polpaccio, sia attillati che scivolati, sono sempre la soluzione più indicata per un matrimonio celebrato di pomeriggio e festeggiato di sera

Colori pieni e saturi, sempre piuttosto scuri (MAI il bianco e il nero),meglio l’ottanio, il blu navy, un bel bordeaux, un verde smeraldo scuro; tonalità più delicate possono andare in estate e su tessuti leggeri. Tessuti indicati sempre sono il raso e il taffetà (solo se chi lo indossa non è una taglia forte) Di regola è più indicata la tinta unita ma anche le fantasie floreali discrete sono ammesse, su tessuti leggeri, meglio se ricamate.
Niente grosse stampe floreali né geometriche.

Un discorso a parte merita il pizzo: in un matrimonio di giorno va accompagnato a tessuti freschi e sobri (cotone, lino, frescolana), di sera invece diviene più raffinato, prevede ricami più sofisticati e tessuti più leggeri e preziosi.

I pantaloni possono essere un valido sostituto all’abito lungo, purchè siano a palazzo o diritti, in raso o crepe, come anche può essere un valido sostituto la tuta (jumpsuit) negli stessi tessuti.

Per quanto riguarda gli accessori, prima di tutto una stola, una pashmina o un bolerino sono sempre opportuni, e se le braccia non consentono di essere lasciate scoperte, meglio optare per una manica lunga.

Parlando di gioielli, possono esserci ma con equilibrio, quindi senza esagerare. Sì ad oggetti d’oro ma se gli orecchini sono gia troppo appariscenti, evitate di appesantirvi con un collier ugualmete vistoso, abbinate invece qualcosa di piu discreto e delicato. Ok per la piccola pochette abbinata sapientemente e con gusto alle scarpe scelte per l’occasione, che devono essere eleganti ma non troppo “ingioiellate” da strass o pietre. Meglio il raso e i pellami metallici.
No invece a cappelli o cappellini con veletta, molto più indicati per un matrimonio di giorno anziché di sera.

In ultimo, ricordate di attenervi al dress code specificato dalla sposa sulle partecipazioni matrimonio in caso gli sposi lo abbiano previsto.



Pensate che le regole siano troppe o troppo complicate da seguire? In realtà è solo questione d’abitudine. E comunque ricordiamo sempre che, in barba a qualunque dress code, la nostra personalità e la nostra fantasia non devono mai venir meno. Perché l’unicità è il migliore dress code che esista!

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